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Terni: panorama |
Il respiro è il primo segnale della vita che nasce,
l’idea di una città Vivibile non può che iniziare da un’analisi della qualità
dell’aria che suoi cittadini respirano, solo così la vita può svolgere il suo
percorso naturale. Occorre quindi chiedersi quale sia il reale livello di
vivibilità della nostra città rispetto all’aria che tutti respiriamo. Quali
sono allora i veri reali dati dell’inquinamento dell’aria della città di Terni? I dati
della qualità dell’aria vengono rilevati dalla Provincia di Terni, attraverso
un sistema di rilevamento di centraline, fisso, o mobile, diffuso nella città.
Le testate di misura di queste centraline sono di fabbricazione americana,
modello Teom serie 1400 A,
realizzate dalla Ruprecht e Pataschinich c.o. inc. USA, distribuite in Italia
dalla Sartec Saras di Milano. Forniscono dati attraverso una rilevazione in
continuo, sarebbe a dire che le centraline inviano i dati attraverso un sistema
elettronico, in maniera continuata, al laboratorio di analisi centrale che
elabora i dati. Ora sembrerebbe, che questo sistema non abbia il certificato di
Equivalenza Europea, nè da parte del C.N.R , ne da parte dell’ Istituto
Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro, nè da altro istituto equivalente
europeo. Sarebbe a dire che i dati rilevati, seppur utili ad un’attività
gestionale interna, non hanno alcun valore legale, per semplificare possiamo
ricorrere all’esempio dei giocattoli cinesi, che non hanno il certificato di
conformità europea. Le apparecchiature che hanno ottenuto la Certificazione Europea,
sono tutte di tipo discontinuo, hanno quindi bisogno di un tecnico che si rechi
sul luogo dove sono poste, ed elabori sul momento quelli che sono i dati che
l’apparecchiatura fornisce. Inoltre la legislazione europea Direttiva 96/62 CE,
recepita dal D.M 60/02, pur fissando in modo preciso e assoluto i valori di
soglia degli inquinanti, sia per la media giornaliera (che non deve superare
più di 35 volte in un anno i 50,0 microgrammi al metro cubo), sia la media
annuale ( che deve essere inferiore o uguale a 40 microgrammi al metro cubo),
stabilisce un margine di errore di più o meno 25%. La rilevazione dei dati in
continuo quindi ha una forbice di errore molto alta, le apparecchiatura invece
discontinue non hanno margine di errore. Se poi aggiungiamo l’osservazione, che
vengono misurate soltanto le particelle micrometriche PM 10, e non quelle di
inferiori come le 2,5, e che già la ricerca ha individuato nuovi inquinanti di
diametro molto inferiore, i dati su cui basiamo il livello della nostra qualità
dell’aria sono del tutto illusori. Nessuno sa bene di fatto quali siano i
valori degli inquinanti presenti nell’aria che respiriamo, ne ci aiutano a
capire in questo, senso, anche se la sperimentazione e la ricerca sono sempre
importanti, i palloni sonda, aereostatici, poiché vale lo stesso discorso che
per le misurazioni continue effettuate dalla provincia di Terni. Saremmo felici
che qualcuno smentisse le nostre osservazioni. Per intanto c’impegniamo a far si
che le politiche amministrative, della Terni Vivibile, in cui vogliamo che
crescano i nostri figli e i nostri nipoti, siano sempre più attente alla
qualità dell’aria che respiriamo. Poiché gli uomini non valgono per quanto
sanno possedere, quanto per quello che sanno lasciare. Oggi che anche l'ARPA
conferma i dubbi sollevati. La cosa veramente grave è che la stragrande
maggioranza dei sistemi di monitoraggio dell'aria di tutte le province italiane
sono stati realizzati con gli stessii macchinari, utilizzati dalla Provincia di
Terni, quindi potremmo dire che tutta la rete di monitoraggio dell'aria sul
territorio nazionale serviva poco o niente. Ma sicuramente realizzarla ha avuto
costi elevatissimi.